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Il benaltrismo.

Quanto mi fa schifo il benaltrismo.
Quanto mi ha stufato.
Che cos'è il benaltrismo?
Beh, "benaltrismo" è un neologismo.
Un termine che, purtroppo, serviva a questo paese.
Per questo è stato coniato.
Si riferisce ad uno squallido trucchetto retorico che va per la maggiore, ultimamente.
Qualcuno difende una qualche causa? O critica qualcosa?
Non serve affrontare la questione.
Non serve spiegare meriti o difetti delle cause citate.
O difendere la cosa criticata con argomentazioni ben strutturate.
Bastano queste semplici paroline:

"I problemi sono ben altri, ci sono questioni più gravi."


Basta insinuare che quelle di cui si parla non sono cose importanti.
Che non sono critiche legittime o battaglie degne di attenzione.
Basta delegittimare l'argomento.
Che parli a fare dello ius soli, quando ci sono le madri che non arrivano a fine mese?
Che parli a fare di omosessuali, quando ci stanno i terremotati nelle tende?
Che investiamo a fare nelle scienze, quando mancano i gessi a scuola?
E così via, con un tasso variabile di illogicità e delirio.
Non esistono i problemi di cui parli tu.
Non contano.
Concentrati su quelli seri.
Non si può aiutare tutti.
Devi scegliere.
E scegli bene, mi raccomando.

Vi prego, per favore.
Siate sinceri, per una volta.
Ditelo e basta: vengono prima i VOSTRI, di problemi. 

Bisogna pensare prima a voi. 
Siete più importanti voi. Perché siete voi. 
Questo state dicendo.
Parlare dei lavoratori perché lo siete voi.
Parlare degli italiani perché lo siete voi.
Parlate dei terremotati perché potevate essere voi.
Se foste immigrati o gay o scienziati parlereste di questo.
Perché siete degli egoisti.
Smettetela di nascondere questo fatto dietro ad orpelli imbecilli.
Non vi indignate per i lavoratori o per gli italiani perché vi siete seduti, avete fatto un'analisi dettagliata di ogni categoria umana e avete stabilito che quelle sono le persone più sfortunate del mondo.
Ci siete dentro. E automaticamente le mettere in cima alle altre.
Non c'è nessuna logica.
Nessuna praticità.
Non è razionale.
Non state dando la priorità a problemi più gravi.
La state dando a voi stessi.
Siete degli egoisti.
Accettatelo e smettetela di far perdere tempo a tutti.

E la cosa deprimente, è che spesso le persone così pensano che tutti gli altri siano uguali a loro.
Se difendi i diritti dei gay è perché, sotto sotto, sei un frocio.
Se difendi i diritti delle minoranze è perché sei negro.
Se difendi gli immigrati è perché sei uno di loro.
Non esiste l'altruismo o la morale, per queste persone.
Esistono altri egoisti come loro.
Per loro il mondo è una battaglia tra gruppi di egoisti che difendono i propri interessi.
Infatti mi è successo di essere stato accusato, su facebook per esempio, di difendere gli immigrati solo perché sono straniero anche io.
E, indovinate un po', io sono italiano.
Sono nato qui.
Sono cresciuto qui.
Probabilmente morirò qui.
Ma vedono un nome anglofono e partono in quarta.
Tu stai pensando a te stesso. Lo sanno, perché sono loro che stanno solo pensando a loro stessi.

Oppure hai quelli che dicono cose del tipo: "Scusa, è ovvio che metto prima me stesso!"
Non è ovvio. E' di certo non è giusto.
"Tu non lo fai?"
Cerco di non farlo, no.
Non nobilitiamo l'egoismo definendolo praticità o raziocinio.
Non c'è nulla di poco pratico o irrazionale nella solidarietà.
Non è questo il problema.
Il problema è che è difficile.
E non ci piacciono le cose difficili, vero?
Invece pensare a sé stessi è facile.

E' troppo comodo pensare solo alle proprie battaglie.
E' un dovere pensare anche agli altri.
Muoversi per le cause che credi giuste, non solo per le tue.
Si possono fare entrambe le cose.
E' faticoso, ma raramente ciò che è giusto è una passeggiata.
E dovrebbe essere considerato un dovere, tanto degli individui quanto dei gruppi. E dei paesi.

E lo so, magari voi non siete d'accordo.
Ma in fondo, a me, che cazzo me ne frega?

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